Come ogni Pasqua ecco passare per gli schermi TV i classici film sulla Passione di Gesu’; uno dei piu’ famosi e’ senz’altro La Tunica.
Nel film Gerusalemme e’ una piaga dell’Impero e i primi seguaci di Cristo una setta di fanatici, nel diciottesimo anno di reggenza di Tiberio. Henry Koster introduce lo spettatore in luoghi e visioni della Roma imperiale, gli schiavi, il mercato, le genti. E’ qui che Marcello Gallio, tribuno di Roma e protetto dell’imperatore, fa il primo incontro con l’uomo che cambiera’ il corso della sua vita: Demetrio (Victor Mature), schiavo di Corinto dalla faccia magnetica, comprato al posto di due gemelle per sfregio a Caligola. Un evento circoscritto e in apparenza insignificante, un affronto che lo farà spedire dritto in Palestina, presso la legione di Gerusalemme. Gesu’ non si vede in questo film. Solo in lontananza, circondato da folla e palme; solo a terra, coperto dalla croce; neanche sul Golgota, immagine cinematografica immobile e angosciante del momento in cui un punto del tempo diventa storia. Gesu’ non si vede, riflesso e traslato proprio nell’espressione, nella sofferenza dello schiavo Demetrio toccato dalla fede, che accusa Marcello – e insieme a lui i romani – di aver crocifisso il Messia; cosi’ come non si sentono le storie raccontate dal tribuno tornato a Roma a Tiberio e a Diana – la donna che lo aspetta – su quello che dicono essere il figlio di Dio. Follia, superstizione, trama contro il potere costituito: e Marcello Gallio, stretto tra incredulita’ e rimorso, fede e paganesimo, perde la ragione. L’incubo dei chiodi nella carne, laggiu’ a Gerusalemme: e’ la tunica di Gesu’, semplice pezzo di lana rossa, la concrezione della strada tutta in salita di Marcello, che la crede stregata e responsabile della sua tormentosa e insonne follia. E’ l’imperatore a decidere di curare il male – il cristianesimo come desiderio di libertà che già vede corrodersi l’architettura imperiale ad opera di proseliti schiavi e plebei – con un folle: cosi’ rispedisce Marcello in Palestina, alla ricerca della tunica. Il protagonista passerà attraverso tutte le resistenze e i contorcimenti della propria nascita e cultura, per scegliere di diventare ‘soldato di Cristo’ accanto a Pietro. L’utopia di giustizia e carita’ e’ destinata a scontrarsi col potere di Caligola, e Marcello – nella camminata finale accanto a Diana – e’ pronto al sacrificio, dove il rinnegare la fede non farebbe proseguire ne’ l’ideale, ne’ la storia
Un libro che da molti anni e’ sulla scena e’ sicuramente La Storia Infinita di Ende, un libro che non si può non leggere!
Poco alla volta ci scopriamo a piangere per la morte morte del cavallo di Atreiu, uno dei personaggi della storia o a sorridere per i volteggi del Fortunadrago.
Infine ci innamoriamo della principessa pensando anche noi ai mille nomi che le si potrebbe darle per salvarla, e non ce ne vengono in mente di adatte alla sua bellezza, forza e fragilità mescolate insieme. un libro da leggere tutto d’un fiato e da condividere con i propri figli piccoli…
E’ uscita da poco l’ultima pellicola di una delle serie piu’ note al pubblico, che ha reso Sylvester Stallone uno degli attori piu’ apprezzati o odiati a seconda dei punti di vista.
Gli spettatori troveranno tutto quello che si aspettano: azione, suspense e, com’è tipico nella saga del reduce del Vietnam, un forte senso di giustizia finalmente appagato.
Con questo film e’ la volta della Birmania, dove la recente rivolta dei monaci ha puntato l’attenzione sul prolungato e bestiale genocidio che l’esercito perpetua da anni nei confronti dell’indifesa popolazione locale. La prima parte del film e’ dedicata alla presentazione di questa inaudita ed assurda situazione, che un gruppo di illusi idealisti vuole cercare di fermare a suon di medicinali e bibbia: e cosi’, rapiti inevitabilmente dai militari, tocchera’ a Rambo salvarli, gia’ abituato con il film precedente a combattere per un popolo come quello afgano, vittima della barbarie militare rappresentata allora dall’esercito sovietico.
Quella di Rambo non e’ nient’altro che una favola, come la si e’ sempre voluta, in cui il Bene combatte contro il Male,in cui il Cavaliere sconfigge il Drago, una volta per tutte: e’ esattamente il contrario di come avviene nella realta’, in cui le carte sono continuamente mischiate e nulla sembra mai cambiare.
E forse e’ proprio per questo che questi film, dalla trama volutamente non complessa ma essenziale, riescono tanto a colpire: essi colgono direttamente il nostro senso profondo di equilibrio e di equita’, che non vuole una soluzione a metà ed accennata, ma precisa e netta. Come nei sogni.
E’ importante sottolineare che questo non e’ un film da vedere in presenza di minori: la violenza e’ tanta, sia a livello psicologico (vengono uccisi donne, bambini e civili in inermi), sia fisico (arti umani e sangue in stra-abbondanza).
Chiunque ormai conosce questa fortunate serie americana di cartoni animati, ne ha visto almeno una puntata, magari per sbaglio, o ne ha sentito parlare.
Lo straordinario dei Simpson pero’ non e’ nel presentare temi gia’ affrontati ma nel rivisitarli con spirito nuovo accompagnandoli con una nuova dose di arguzia.
La trama, pur spassosa, di fronte allo spettacolo e’ del resto ininfluente.

































