Chi non si e’ mai gustato una bella insalata di pomodori, o si e’ fatto una spaghettata al sugo o ha mangiato questo frutto rosso della terra in uno dei tanti piatti della nostra tradizione?
Ebbene, ora potra’ farlo sapendo che cio’ giovera’ anche alla sua pelle.
Nuove ricerche effettuate dal CNR infatti hanno consentito la realizzazione di un processo in grado di estrarre il licopene.
Ma che cos’ e’ il licopene?
Il licopene e’ una sostanza responsabile del colore rosso del pomodoro. E’ un antiossidante naturale in grado di proteggere le cellule dall’invecchiamento. L’organismo umano non e’ in grado di sintetizzare il licopene, l’unico modo di assumerlo e’ tramite l’alimentazione.
Alcune ricerche hanno dimostrato che il modo migliore per far assumere il licopene all’organismo e’ dopo la cottura e la trasformazione in sugo, succo, sotto forma di salsa, ecc, in questo modo si riceve un’adeguata protezione antiossidante.
Grazie alla tecnica messa in pratica dai ricercatori del CNR, si e’ riusciti ad estrarre il licopene per la realizzazione di una crema cosmetica assolutamente naturale e priva di qualunque tossicita’ in questo modo si potranno sfruttare le proprieta’ antiossidanti dei pomodori anche al di fuori dell’alimentazione.
Il licopene utilizzato per la realizzazione della crema e’stato estratto da pomodori coltivati senza l’utilizzo di solventi organici. L’istituto di ricerca tiene infatti a precisare che si tratta di un prodotto a tutti gli effetti biologico.
Quindi quando mangeremo un bel piatto di penne al sugo faremo felice non solo il nostro stomaco, ma anche la nostra pelle.
Quante volte ci siamo trovati con quelle spiacevoli macchie sui nostri muri, negli angoli nascosti o sul soffitto?
Queste sono dovute ad infiltrazioni di umidita’, le cui cause possono essere di due tipi:
La porosita’ di alcuni materiali di costruzione favorisce l’assorbimento di acqua che riesce a spostarsi al suo interno attraverso un fenomeno fisico conosciuto come capillarita’. A seconda dell’adesione alle pareti l’acqua risale i capillari, raggiungendo il livello superiore od inferiore a quello del terreno umido esterno.
Oppure possiamo avere l’umidita’ da condensa; questo fenomeno di formazione di muffa si manifesta specialmente in inverno con il riscaldamento acceso e porte-finestre chiuse quando il vapore acqueo causato dai panni stesi ad asciugare, dalla cucina, dalla doccia, e dalla presenza delle persone stesse, si trasforma in umidita’.
Per eliminare questo fastidioso fenomeno, potremmo affidarci ad una delle numerose aziende che operano nel mercato, che con la loro professionalita’ e tecnica risolverebbero sicuramente in modo definito il problema.
Gli alti costi di metodologie e mano d’opera applicati dalle ditte interessate molte volte ci fanno desistere dall’affrontare il problema, aggravando di giorno in giorno la superficie della pareti della nostra casa.
Dobbiamo poi considerare gli effetti dell’umidita’ sulla nostra salute: essa infatti oltre a creare problemi di muffa alle nostre pareti e solai, crea una serie di malattie ai polmoni e alle ossa che con il tempo diventano delle proprie patologie croniche difficili da curare.
Inoltre i soggetti a rischio come bambini e anziani, nonche’ quelli asmatici e quelli che soffrono di allergie congenite ed acquisite, dovrebbero vivere in locali asciutti e ben arieggiati.
Controlliamo quindi le pareti della nostra casa e se notiamo della macchie di muffa allora e’ il momento di affrontare la situazione per rendere la nostra casa piu’ salutare e vivibile.
Come ogni Pasqua ecco passare per gli schermi TV i classici film sulla Passione di Gesu’; uno dei piu’ famosi e’ senz’altro La Tunica.
Nel film Gerusalemme e’ una piaga dell’Impero e i primi seguaci di Cristo una setta di fanatici, nel diciottesimo anno di reggenza di Tiberio. Henry Koster introduce lo spettatore in luoghi e visioni della Roma imperiale, gli schiavi, il mercato, le genti. E’ qui che Marcello Gallio, tribuno di Roma e protetto dell’imperatore, fa il primo incontro con l’uomo che cambiera’ il corso della sua vita: Demetrio (Victor Mature), schiavo di Corinto dalla faccia magnetica, comprato al posto di due gemelle per sfregio a Caligola. Un evento circoscritto e in apparenza insignificante, un affronto che lo farà spedire dritto in Palestina, presso la legione di Gerusalemme. Gesu’ non si vede in questo film. Solo in lontananza, circondato da folla e palme; solo a terra, coperto dalla croce; neanche sul Golgota, immagine cinematografica immobile e angosciante del momento in cui un punto del tempo diventa storia. Gesu’ non si vede, riflesso e traslato proprio nell’espressione, nella sofferenza dello schiavo Demetrio toccato dalla fede, che accusa Marcello – e insieme a lui i romani – di aver crocifisso il Messia; cosi’ come non si sentono le storie raccontate dal tribuno tornato a Roma a Tiberio e a Diana – la donna che lo aspetta – su quello che dicono essere il figlio di Dio. Follia, superstizione, trama contro il potere costituito: e Marcello Gallio, stretto tra incredulita’ e rimorso, fede e paganesimo, perde la ragione. L’incubo dei chiodi nella carne, laggiu’ a Gerusalemme: e’ la tunica di Gesu’, semplice pezzo di lana rossa, la concrezione della strada tutta in salita di Marcello, che la crede stregata e responsabile della sua tormentosa e insonne follia. E’ l’imperatore a decidere di curare il male – il cristianesimo come desiderio di libertà che già vede corrodersi l’architettura imperiale ad opera di proseliti schiavi e plebei – con un folle: cosi’ rispedisce Marcello in Palestina, alla ricerca della tunica. Il protagonista passerà attraverso tutte le resistenze e i contorcimenti della propria nascita e cultura, per scegliere di diventare ‘soldato di Cristo’ accanto a Pietro. L’utopia di giustizia e carita’ e’ destinata a scontrarsi col potere di Caligola, e Marcello – nella camminata finale accanto a Diana – e’ pronto al sacrificio, dove il rinnegare la fede non farebbe proseguire ne’ l’ideale, ne’ la storia
Parliamo ora di uno dei simboli della primavera, una piccola pianta dai bellissimi fiori multicolori, ovvero la primula.
La primula, detta in latino Primula Volgaris, e’ una pianta perenne alta sino a 15 cm, con rizoma obliquo e grosse radici secondarie, priva di fusto.
Foglie tutte basali, oblanceolate, spatolate, alla fioritura 1-2 x 5-8 cm, in seguito grandi sino al doppio e anche di più, con apice arrotondato e margine irregolarmente dentellato, progressivamente ristretto alla base, villose nella pagina inferiore e con aspetto verrucoso dovuto alle numerose nervature laterali, disposte a reticolo, che si diramano dalla grossa nervatura centrale; fiori imbutiformi, alla sommita’ di un lungo pedicello nascente dalla radice, a cinque lobi di colore giallo pallido con una macchia aranciata alla base, non odorosi, fioriscono da febbraio a marzo.
Il nome deriva dal latino Primus = primo, il primo fiore della primavera, perche’ compare quando la vegetazione e’ ancora tutta ferma dopo aver rimosso lo spesso strato di foglie sotto il quale e’ stata al sicuro per tutto l’inverno. Le giovani foglie, di un tenero verde, possono essere recise alla base facendo attenzione a non eliminare l’occhio centrale per non ferire la pianta; si consumano crude in insalata insieme ai boccioli, condite con olio, sale e parmigiano. Sono ottime anche lessate come gli spinaci oppure aggiunte a minestroni, zuppe e torte salate. I fiori da soli servono a preparare una buona frittata oppure aggiunti a variopinte insalate primaverili; aromatizzano un the’ molto gradevole ad azione calmante e un vino molto apprezzato nella cura della cattiva circolazione, canditi sono deliziosi dolcetti. La primula è anche pianta apprezzata per le molteplici qualità medicinali; l’infuso di radice, foglie e fiori trova applicazione nella cura delle malattie dell’apparato respiratorio, tosse, bronchite, influenza e in quelle del sistema nervoso, isteria, insonnia, stati ansiosi e fornisce buoni risultati anche contro il reumatismo cronico e degenerativo.
Il succo e’ un antico cosmetico per la bellezza della pelle e l’attenuazione di macchie e rughe.
Nel linguaggio dei fiori la primula rappresenta il simbolo della prima Giovinezza.
Vediamo ora degli utensili per la cucina, usati fin dall’antichita’ ma ancora validi, i tegami di coccio.
Un libro che da molti anni e’ sulla scena e’ sicuramente La Storia Infinita di Ende, un libro che non si può non leggere!
Poco alla volta ci scopriamo a piangere per la morte morte del cavallo di Atreiu, uno dei personaggi della storia o a sorridere per i volteggi del Fortunadrago.
Infine ci innamoriamo della principessa pensando anche noi ai mille nomi che le si potrebbe darle per salvarla, e non ce ne vengono in mente di adatte alla sua bellezza, forza e fragilità mescolate insieme. un libro da leggere tutto d’un fiato e da condividere con i propri figli piccoli…
E’ uscita da poco l’ultima pellicola di una delle serie piu’ note al pubblico, che ha reso Sylvester Stallone uno degli attori piu’ apprezzati o odiati a seconda dei punti di vista.
Gli spettatori troveranno tutto quello che si aspettano: azione, suspense e, com’è tipico nella saga del reduce del Vietnam, un forte senso di giustizia finalmente appagato.
Con questo film e’ la volta della Birmania, dove la recente rivolta dei monaci ha puntato l’attenzione sul prolungato e bestiale genocidio che l’esercito perpetua da anni nei confronti dell’indifesa popolazione locale. La prima parte del film e’ dedicata alla presentazione di questa inaudita ed assurda situazione, che un gruppo di illusi idealisti vuole cercare di fermare a suon di medicinali e bibbia: e cosi’, rapiti inevitabilmente dai militari, tocchera’ a Rambo salvarli, gia’ abituato con il film precedente a combattere per un popolo come quello afgano, vittima della barbarie militare rappresentata allora dall’esercito sovietico.
Quella di Rambo non e’ nient’altro che una favola, come la si e’ sempre voluta, in cui il Bene combatte contro il Male,in cui il Cavaliere sconfigge il Drago, una volta per tutte: e’ esattamente il contrario di come avviene nella realta’, in cui le carte sono continuamente mischiate e nulla sembra mai cambiare.
E forse e’ proprio per questo che questi film, dalla trama volutamente non complessa ma essenziale, riescono tanto a colpire: essi colgono direttamente il nostro senso profondo di equilibrio e di equita’, che non vuole una soluzione a metà ed accennata, ma precisa e netta. Come nei sogni.
E’ importante sottolineare che questo non e’ un film da vedere in presenza di minori: la violenza e’ tanta, sia a livello psicologico (vengono uccisi donne, bambini e civili in inermi), sia fisico (arti umani e sangue in stra-abbondanza).
Chiunque ormai conosce questa fortunate serie americana di cartoni animati, ne ha visto almeno una puntata, magari per sbaglio, o ne ha sentito parlare.
Lo straordinario dei Simpson pero’ non e’ nel presentare temi gia’ affrontati ma nel rivisitarli con spirito nuovo accompagnandoli con una nuova dose di arguzia.
La trama, pur spassosa, di fronte allo spettacolo e’ del resto ininfluente.
I Sims si fanno contagiare dalla febbre del reality show: se infatti da noi L’Isola dei Famosi ha uno straordinario successo, in America e’ piuttosto popolare il format dal quale la trasmissione nostrana prende spunto, ossia Survivor della CBS giunto ormai alla sedicesima edizione. The Sims 2 Island (o meglio Castaway, titolo con il quale e’ noto all’estero) prende spunto proprio da questi successi televisivi per proporre qualcosa che non si vede spesso in ambito videoludico.
Una delle marche in commercio da molto tempo e’ sicuramente l’Antica Erboristeria, i cui prodotti vanno dai dentifrici agli shampoo e altro ancora.
Nell’altro lato della confezione vi sono trascritti gli effetti che svolge questo dentifricio sbiancante.
Il tubetto di dentifricio richiama gli stessi colori della confezione.
La Salvia viene utilizzata spesso nella produzione di paste dentifricie e, grazie alle sue proprietà antisettiche e deodoranti,rende profumato l’alito, mentre il Bicarbonato invece ha un’azione abrasiva e sbiancante.

































